domenica 25 marzo 2007

37 ANNI FA LA PRIMA RADIO LIBERA ITALIANA

Trentasette anni fa il punto di non ritorno nella storia della comunicazione italiana: il segnale radiofonico di "Radio Libera Partinico" rompe il monopolio di stato sulle trasmissioni via etere. Inizia così la prima esperienza di radio libera in Italia, con una trasmissione clandestina per denunciare le condizioni di degrado in cui versavano le zone della Valle del Belice, dello Jato e del Carboi a due anni dal terremoto del '68, per protestare contro il disimpegno dello Stato e gli sprechi di denaro pubblico nella ricostruzione. Quella prima esperienza di radio libera in Italia dura però soltanto due giorni: la messa in onda del 25 marzo e 26 marzo 1970 di Radio Libera Partinico (Radio Sicilia Libera) viene interrotta dalla polizia dopo 27 ore. Tre anni più tardi iniziano a trasmettere in maniera episodica e irregolare varie emittenti radiofoniche, contravvenendo alla legge vigente che assicurava il monopolio alla Rai, considerate "clandestine" o "pirata". Il 28 luglio 1976 la sentenza n. 202 della Corte Costituzionale sancisce la legittimità di trasmissioni private, purché a copertura locale. Oggi in Italia gli ascoltatori quotidiani delle radio sono circa 37 milioni, mentre le emittenti che trasmettono dal territorio nazionale ammontano a quasi 1.200. Questo quanto si leggeva sul Giornale di Sicilia il 26 marzo di 37 anni fa: "Una voce da Partinico per illustrare i problemi dei terremotati... Due collaboratori di Danilo Dolci, Franco Alasia e Pino Lombardo, si sono chiusi nei locali del 'Centro studi ed iniziative'; hanno una radio di notevole potenza con la quale trasmettono notizie e documentari fonici sulle condizioni dei terremotati sui 98,5 mhz della modulazione di frequenza e sulla lunghezza d'onda di m 20.10 delle onde corte. L'emittente può essere udita su tutto il territorio italiano e da molte località all'estero; a quanto hanno annunciato, la possono captare anche negli Stati Uniti. È questa la nuova forma di protesta escogitata per presentare all'opinione pubblica le condizioni delle genti delle valli del Belice, del Carboi e dello Jato dopo il tragico terremoto del 15 gennaio 1968 e dopo che sono passati inutilmente due anni senza l'avvio della promessa ricostruzione". Inizialmente l'idea era quella di trasmettere da un'imbarcazione situata in acque extra territoriali. Per eludere le leggi italiane sulle telecomunicazioni, erano state preventivate tutte le spese per l'imbarcazione e i necessari strumenti per la navigazione, ma l'idea fu presto abbandonata per le imprevedibili condizioni di navigazione e per il più prevedibile arresto dei responsabili non appena entrati in acque territoriali, nonché per la volontà degli stessi organizzatori di non interferire con le comunicazioni radiofoniche di servizi di pubblica utilità (come ad esempio la torre di controllo di Punta Raisi). Abbandonata l'idea della trasmissione dal mare, si passò alla programmazione dell'iniziativa da un luogo sulla terra ferma, e nello specifico da Partinico, dalla sede del Centro Studi ed Iniziative. L'organizzazione dell'iniziativa, accuratamente pianificata, fu supportata dalla consulenza di esperti, amici di Dolci, nel campo delle telecomunicazioni e della giurisdizione in materia e fu implementata nel massimo riserbo per evitare un preventivo intervento delle forze dell'ordine: le lunghe antenne necessarie alla trasmissione furono issate sull'edificio del Centro Studi pochi minuti prima della trasmissione e soltanto dopo il tramonto. Al fine di coinvolgere quante più persone possibili, e per tenere all'oscuro coloro i quali avrebbero potuto interferire con il buon compimento dell'iniziativa, compromettendola, si organizzò peraltro uno sciopero in corteo per le vie di Partinico, come sostegno per le popolazioni delle zone terremotate, con chiusura presso Largo Scalia, sede del Centro Studi. Appena arrivati in loco Dolci rivelò la vera finalità dell'iniziativa e fece ascoltare al pubblico presente, attraverso una piccola radio sintonizzata sulle frequenze di Radio Libera, le trasmissioni che avvenivano dall'interno del Centro Studi. Pino Lombardo e Franco Alasia, collaboratori di Danilo Dolci, si erano infatti barricati dentro i locali del Centro Studi con le trasmittenti e con un gruppo elettrogeno per consentirne il funzionamento nell'eventualità che le Forze dell'ordine avessero isolato l'edificio dall'energia elettrica. Per questo motivo le trasmissioni erano state precedentemente registrate da Antonino Uccello e da Danilo Dolci, e consistevano in una pluralità di voci che denunciavano le condizioni della Valle del Belice, dello Jato e del Carboi. Le trasmissioni, effettuate attraverso due radio (una a modulazione di frequenza MF-UA m 98.5, e una a onde corte sulla lunghezza di m 20 . 10) per consentire un maggiore campo d'ascolto, avevano inizio ed erano scanditi da un messaggio di SOS prodotto attraverso un flauto dolce. Il programma, per una durata totale di quattro ore, era stato tradotto anche in inglese affinché potesse essere ascoltato pure all'estero, e fu più volte ritrasmesso, consecutivamente, fino all'arrivo delle forze dell'ordine. (9colonne)

lunedì 19 febbraio 2007

RCV attiva nuova frequenza su Trapani citta'

Da qualche mesetto e' attivo dalla postazione di Erice S.Anna un trasmettitore sulla frequenza dei 99,700 che si accende dalle ore 17,00 in poi per spegnersi a tarda notte. Prima la portante era in mono ma ora e' in stereo e con tanto di RDS con sola la dizione "R_C_V". A quel che mi risulti tale frequenza da quella postazione non e' mai stata esercita e mi sembra molto strano che si possa ritenere un cambio di frequenza con cessione da parte di altro precedente concessionario in quanto non me ne risultino essercene in giro altri.
La frequenza si va a sommare alle precedenti utilizzate in dettaglio:
99,700 da Partanna C.da Montagna
99,900 da Marsala Madonna dell'Alto

Roberto La Commare

martedì 13 febbraio 2007

La storia infinita di RETESICILIA

Sul ch. 66 da Monte Cammarata è tornata Retesicilia. Il canale ha trasmesso per qualche giorno il segnale analogico di MTV, emittente del gruppo TImedia che a settembre dello scorso anno sembrava aver concluso una transazione per l'acquisizione dell'intera rete del gruppo Ciancio, per altro autorizzata dall'autorità competente. Quest'ultima, in attesa della cessione ritrasmette già dal 1 novembre la programmazione del canale satellitare Sicilia Channel, dopo anni di relay di Telemarket 2



martedì 30 gennaio 2007

MESSINA CALCIO, RADIO MARGHERITA MAIN SPONSOR

Sara' Radio Margherita l'emittente Palermitana di sola musica italiana presente in tutta Italia, il main sponsor della maglia del Messina calcio per la prossima partita di serie A Messina-Reggina che si disputera' sabato 3 febbraio alle ore 18.00. Una radio siciliana legata quindi ad una societa' di calcio siciliana 'con l'augurio - si legge in una nota dell'emittente - che questo abbinamento porti fortuna alla squadra in una fase delicata dei suo campionato'

martedì 23 gennaio 2007

Nuove frequenze per RADIO CUORE 2 in Sicilia

Gli impianti irradiano parte delle province di Siracusa, Caltanisetta e Agrigento rispettivamente sui 90.000, 104.900 e 90.500 MHz.

domenica 21 gennaio 2007

Nuove frequenze per RADIO CUORE 2 in Sicilia

Sembra che Radio Cuore 2 abbia attivato tre nuove frequenze in Sicilia, Siracusa 90.000 - Caltanisetta 104.900 e Agrigento 90.500. Al momento non è chiaro dove siano collocate, è probabile che siano riportati i capoluoghi ma che le frequenze siano in provincia, si tratta infatti di frequenze incompatibili con gli impianti esistenti nei capoluoghi riportati.

venerdì 19 gennaio 2007

RADIO DELTA LAMPEDUSA

Ha compiuto due mesi di vita il 5 gennaio ed è già sbarcata in internet: Radio Delta Lampedusa è gestita da Alternativa Giovani Onlus e trasmettesettimanalmente 21 differenti programmi. Essendo uno dei pochi svaghidell'isola, annovera già fra le proprie fila 33 conduttori. La radio, oltrea essere diventata un diversivo per i tanti giovani che conducono iprogrammi, ha trasformato i pomeriggi dei lampedusani incollati alla radiolina.